CHARDONNAY

Lo Chardonnay è un vitigno internazionale a bacca bianca che ha riscosso grandissimo successo in tutto il mondo grazie alla sua capacità di adattarsi a molti differenti climi e terreni.

Origine

Lo Chardonnay è molto probabilmente nato in Borgogna, dove ancora oggi viene usato per produrre alcuni tra i vini bianchi migliori al mondo, e il suo nome deriva dall’omonimo paese che si trova nell’Haut-Mâconnais.

In passato molto spesso confuso con il Pinot Bianco, è in realtà frutto di un incrocio tra Pinot Nero e Gouais Blanc, un vitigno a bacca bianca ormai estinto che parrebbe essere l’avo di ben 80 vitigni europei. Ciò che è interessante è che il Gouais è un vitigno così mediocre che durante il Medioevo, in Europa, si è cercato addirittura di vietarne la coltivazione. Gouais, d’altronde, deriva dall’aggettivo “gou”, un termine di derisione in francese antico, che indicherebbe proprio la scarsa qualità delle uve.

Ma, con grande sorpresa, proprio la grande diversità genetica tra il nobile Pinot Nero e l’umile Gouais potrebbe essere la causa dello sviluppo dell’ottima qualità delle uve di Chardonnay.


Diffusione

L’estrema adattabilità dello Chardonnay lo ha portato a essere uno dei vitigni più coltivati nel mondo, con una superficie vitata che si aggira intorno ai 210.000 ettari.

In Francia, la sua patria di origine, è coltivato principalmente in Borgogna e in particolare in Côte d’Or, Côte de Beaune e Chablis dove, sulla famosa argilla detta “Kimmeridge”, lo Chardonnay trova uno dei suoi migliori terreni di coltivazione. Si trova anche in Champagne dove, soprattutto nella zona della Côte des Blancs, dà vini meravigliosi, eleganti e fini. Qui vengono prodotti eccezionali Blanc de Blancs da Chardonnay vinificato in purezza.

Nel mondo, il vitigno ha trovato il suo posto in tutte le maggiori regioni viticole. In Italia è coltivato praticamente ovunque: la maggiore diffusione si ha in Sicilia seguita dal Trentino dove pare sia arrivato già nel 1800 e dove viene usato per la produzione di spumanti metodo classico.

Stesso utilizzo se ne fa anche in Franciacorta e nelle Langhe, dove viene assemblato con il Pinot Nero e con altri vitigni. Scendendo la penisola, lo Chardonnay si trova pressoché in tutte le regioni dove viene impiegato per realizzare molti vini DOC e DOCG.

Negli Stati Uniti i vini più famosi provengono dal Sonoma, distretto a nord di San Francisco e dalla Napa Valley ma lo Chardonnay è coltivato anche in Oregon e nello stato di New York. Il vitigno è ampiamente diffuso anche in Canada, Argentina, Cile, Sudafrica, Australia e Nuova Zelanda.


Coltivazione

Lo Chardonnay è un vitigno abbastanza vigoroso e piuttosto produttivo. Tuttavia, tende a germogliare precocemente, cosa che lo espone alle gelate primaverili. Ha una buona resistenza a malattie e parassiti anche se è abbastanza sensibile alla flavescenza dorata, al mal d’esca, all’oidio e alla botrite.

In caso di piogge abbondanti e di importanti sbalzi termici durante il periodo della fioritura, può mostrare fenomeni di colatura parziale o totale e, in certi casi, di millerandage. Seppure si adatti a una miriade di terreni diversi, dà i suoi migliori risultati in suoli calcarei o ricchi di calcio, carbonato o solfato.


Note ampelografiche

Le foglie dello Chardonnay sono medie, orbicolari, intere o con accenno a cinque lobi, di colore verde cupo; il grappolo è medio, cilindro-conico, compatto e con due ali; l’acino, piccolo e sferico con una buccia sottile e pruinosa, è verde-giallo ma si tinge di un meraviglioso colore dorato in prossimità della maturazione.


Il vino – Chardonnay

Dalle uve di Chardonnay si possono ottenere vini molto differenti e non solo perché può essere prodotto in diverse tipologie (fermo, spumante, passito) ma anche perché il suo corredo aromatico viene profondamente influenzato dal clima, dal terreno in cui cresce, dalle tecniche di vinificazione e affinamento che vengono utilizzate. Per questo motivo, fare una descrizione generica del vino prodotto con uve Chardonnay diventa un’impresa piuttosto complessa.

Tendenzialmente il colore è giallo paglierino con sfumature verdoline in gioventù e giallo dorato per i vini invecchiati e affinati in legno.
Nei climi caldi, dalle sue uve si ottengono vini ricchi, con buona persistenza gustativa e sentori di frutti maturi e tropicali come ananas, mango, banana e melone. Nei paesi con climi più freschi, i vini sono più freschi e minerali, con aromi floreali di fiori bianchi (acacia) e gialli (ginestra) e fruttati di mela, limone, pera e pompelmo. Un clima temperato consente di produrre vini corposi e morbidi con profumi di frutti bianchi come pesca e agrumi.

L’alta concentrazione di zuccheri nelle uve accompagnata da un’acidità elevata, rende lo Chardonnay un vino adatto all’invecchiamento e il suo corredo aromatico neutro si sposa bene con l’affinamento in botti o barriques di legno grazie al quale acquista sentori di miele, burro, nocciole tostate, caramello e vaniglia.


Abbinamenti

Essendo molto diversi tra loro, i vini da uve Chardonnay possono essere abbinati con numerosi piatti. Molto usati per l’aperitivo, si accompagnano bene con tutto il pesce, i molluschi, le paste ripiene, i risotti alle verdure e le carni bianche magre. La buona acidità che li caratterizza, li rende perfetti in abbinamento con piatti grassi come il salmone o untosi come il fritto misto di pesce. Sempre grazie all’acidità, si accordano bene con piatti sapidi come salumi e formaggi ma anche con cibi a tendenza dolce come i crostacei.

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